Notizie dai polifonici

10 Gennaio 2012

SUCCESSO DE I POLIFONICI CON DE MARZI

Tutto esaurito e tanta gente in piedi per il concerto natalizio e la prima dell'Exultavit di Bepi De Marzi.
Leggi l'articolo comparso sul Giornale di Vicenza


30 Novembre 2011

Articolo del Giornale di Vicenza

Ecco l'articolo comparso sul Giornale di Vicenza relativo al nostro ultimo concerto


16 Novembre 2011

Requiem di Faurè e omaggio all'unità d'Italia


30 Luglio 2011

L'attività del nostro maestro

PROGETTO HAYDN-MOZART per soli, coro e orchestra
Ecco le date:
-2 ottobre, Valdobbiadene, Chiesa di S. Gregorio, ore 16:30;
-2 ottobre, Treviso, Chiesa di S. Bartolomeo, ore 20:45;
-29 ottobre, Vicenza, Oratorio di S. Domenico presso il Conservatorio A. Pedrollo di Vicenza, Inaugurazione dell'organo Zeni;
-13 novembre, Schio, Chiesa di Santa Trinità, ore 20:45.
Coro femminile ed ensemble strumentale del Conservatorio di Vicenza.
Maestro del coro: Laura Martelletto
Direttore: PierLuigi Comparin


IL MAGNIFICAT DAL CLASSICO AL PROFANO
5-8 dicembre 2011
Montesilvano (PE)
Docente: PierLuigi Comparin
Il corso, aperto a direttori di coro e coristi, affronterà in un excursus temporale il tema del Magnificat. Dopo una prima parte in cui verrà affrontato il Magnificat gregoriano e quello di Vivaldi, è prevista una seconda parte con lo studio della composizione di J. Rutter.
Concerti: 7 e 8 dicembre, Pescara


08 Giugno 2011

Etnico e classico È il trascendente della Missa Futura con I Polifonici Vicentini

La novità di Giorgio Bernabò ha avuto interpreti di vaglia in Simona Molinari, duttile voce solista, nella sezione femminile dei Polifonici e nel Musagète.

Eva Purelli
BASSANO
Le pessime condizioni atmosferiche di domenica sera rovinano (in parte) la giornata bassanese del Festival dell'Integrazione, realizzato dal Comune Di Bassano in collaborazione con Dialoghi Asolani che si è concluso, mentre si è inaugurato “Giugno al Castello”, un mese di musica e spettacoli sul palco del Castello degli Ezzelini, di fatto non usato. È infatti sul palco della Sala da Ponte che hanno preso posto la sezione femminile dei Polifonici del maestro Comparin, l'Ensemble Musagéte, in organico allargato di fiati ed archi e una vocalist d'eccezione, Simona Molinari. Un centinaio gli spettatori ma entusiasti e più che soddisfatti. Gli applausi calorosissimi a fine spettacolo lo hanno ampiamente confermato. L'idea del flautista compositore Giorgio Bernabò prende corpo nella realizzazione di questo suo primo lavoro sacro: Missa Futura-Liberi Populi. Una Messa concepita sui testi dell'Ordinario della Messa e modulata sulla vocalità della giovane Simona Molinari, che il grande pubblico conosce come talento del sound leggero e jazz- vincitrice due anni fa della sezione Sanremolab con “Egocentrica”.
La cantante dimostra di avere una buona preparazione classica con una impostazione di genere lirico che le permette di affrontare senza patemi una partitura vocalmente impegnativa, anche perché quasi sempre giocata sui registri medio-acuti. La Messa, strutturata nelle sezioni di Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Benedictus e Agnus Dei, non si regge solo sugli interventi vocali ma svela una orchestrazione sciolta che utilizza sia stilemi tonali affascinanti ma di facile ascolto che approfondimenti dal colore “etnico” con l'uso di strumenti quali l'aborigeno didgeridoo, l'armeno duduk e il caraibico hang, suonati a varie riprese da Giuseppe Dal Bianco. Interessante il contrasto tra la coralità femminile al plurale (con la sezione dei Polifonici Vicentini) e quella solistica. La strumentazione che in certi passaggi richiama Orff e Morricone trova le sue spinte più dinamiche nelle variazioni poliritmiche e nei passaggi più lirici. Intensi e ben coesi tutti gli strumentisti coinvolti e diretti con sapiente equilibrio da Pierluigi Comparin: il Musagète con Fabio Pupillo al flauto, Michela Manaigo all'oboe, Luigi Marasca al clarinetto , i violinisti Tiziano Guarato e Matteo Zanatto, Martina Pettenon alla viola, Teresa Pante al cello, Daniela Georgieva al contrabbasso, Didier Bellon a timpani e vibrafono. Giovane e comunicativo l'entusiasmo che cesella questo anelito al trascendente vissuto in chiave moderna su cui brilla la nitida bravura di Molinari, apprezzata già in apertura di serata con un trittico vocale. La Messa di Bernabò verrà registrata su Cd e sarà in distribuzione a Natale.


19 Maggio 2011

Le Messa "Liberi Populi" di Giorgio Bernabò

Missa Liberi Populi nasce dalla ricerca dell’autore di un’aderenza alle radici dell’ispirazione, cercando l’elevazione a Dio attraverso il radicamento alla terra. Lo stesso autore spiega così alcuni aspetti della sua messa: “Ascoltando lo scrittore Erri De Luca in un interessante incontro, ho colto le sue parole che affermavano quanto l’uomo risulti attratto fondamentalmente da due forze, quella gravitazionale e quella celestiale. Io non cerco il paradiso, mi accontento di questo terribile e meraviglioso mondo che calpestiamo, ma sento la necessità del gesto, del movimento che fa guardare oltre, verso la “profondità del cielo”. Con Missa Liberi Populi, mi muovo su questa terra cercando di coglierne la poesia, aspirando a un contatto con quel Dio fatto uomo di cui abbiamo perso la fisionomia a forza di imbalsamarlo in rituali o in operazioni finte e retoriche, volte alla sazietà delle nostre parole anziché all’essenzialità e alla scomodità di quelle di Gesù.” Queste affermazioni di Giorgio Bernabò si offrono come valido contributo per una chiave di lettura della sua messa nella quale terra e cielo coesistono nella ricerca di un linguaggio che parli ai popoli, al loro bisogno di libertà. Una ricerca modulata forse sull’origine della parola, attraversata e poi espressa dai suoni che cercano risposte fuori dalla retorica, così come dall’intellettualismo salottiero. Il musicista impiega, mescolandoli, i timbri di strumenti della nostra cultura con altri che esprimono il legame dell’uomo alle viscere della terra madre, come ad esempio il didgeridoo, usato dagli aborigeni australiani o il malinconico suono del duduk armeno, ma lo fa senza forzature e solo dove ne avverte una necessità espressiva. Interessante il rapporto tra voce solista e coro femminile con scambi e sottolineature di momenti carichi di profonda drammaticità o di intima nostalgia nella ricerca dell’essenza del Verbo. L’autore aggiunge ancora: “…Questa messa è nata da una mia forte esigenza di ricerca e di conoscenza, un tentativo di colorare i miei tanti dubbi e gli interrogativi che convivono con miei pochi punti fermi e con le mie contraddizioni. Non ho scritto questa messa per sentirmi religioso ma pormi in ascolto di quel Cristo di cui sento il bisogno di resurrezione.”

Simona Molinari nasce a Napoli ma vive a L’Aquila. Inizia a studiare canto all’età di otto anni e a sedici inizia a specializzarsi nella musica leggera e nel jazz, studiando a Napoli, poi a Roma e partecipando a diversi stage di improvvisazione jazzistica, canto moderno e vocalità Neroamericana. Collabora, anche in ambito teatrale con artisti come Michele Placido e Caterina Vetrova, lavorando anche con Giò di Tonno, nel musical "Jekyll & Hyde". Nel 2008 vince SanremoLab, approdando così alla sezione "Proposte" del Festival di Sanremo, cover partecipa con il brano “Egocentrica”. Il brano anticipa un album in uscita il 20 febbraio 2009 per L’Isola degli artisti/Warner Music. Dopo alcuni progetti dedicati a favore dei terremotati dell’Abruzzo (compreso il dvd “Amiche per l’Abruzzo”), nel 2010 esce il suo secondo album, “Croce e Delizia”, anticipato dal singolo “Amore a prima vista” in duetto con Ornella Vanoni. Il “Croce e delizia tour” la porta in Asia e America ad esibirsi nelle sale e nei club più prestigiosi. Unanimi consensi dalla critica e dal pubblico, oltre al successo televisivo le vengono riconosciuti diversi premi tra cui il Premio Lunezia Nuove Stelle come miglior album d'esordio, il Premio Carosone, rassegna in onore del musicista napoletano e il Premio Mogol, conferimento che premia il miglior testo dell'anno, in occasione del quale l'artista ha l'onore di veder recitare il proprio testo "Egocentrica" dallo stesso Mogol. La cantautrice aquilana ha vinto inoltre il Wind Music Awards e il Premio Lunezia Jazz d’autore. La bella e raffinata cantante è dotata di una bella voce, dolce ed espressiva, ma anche estremamente duttile ed incisiva. Collabora spesso con jazzisti quali il saxofonista Stefano di Battista e il trombettista Fabrizio Bosso ritenuto uno dei maggiori virtuosi al mondo.


09 Maggio 2011

Esclusiva partecipazione alla Messa di Sua Santità Benedetto XVI

Grande emozione e moltissimi apprezzamenti per l'esecuzione de I Polifonici Vicentini durante la Santa Messa presieduta da Sua Santità Benedetto XVI domenica 8 maggio al Parco di S. Giuliano a Mestre.

Articolo da Il Giornale di Vicenza clicca

L'intervista al M° Comparin clicca

L'intervento di Bepi De Marzi clicca

Alcune immagini clicca


12 Settembre 2010

DISPONIBILE IL NUOVO CD CON LE MUSICHE DI BEPI DE MARZI

Sabato 2 Ottobre, nella chiesa di Isola Vicentina, il concerto con la presentazione del nuovo disco de I Polifonici Vicentini.
Ha presentato la serata l'amico Bepi De Marzi che ha introdotto i brani contenuti nel CD. La proposta musicale ripercorre tutti i più noti e famosi brani del maestro vicentino nell'inedita versione per coro e orchestra. Signore delle cime, San Matio, Benia Calastoria, Cortesani...


19 Luglio 2010

Grande successo de I Polifonici Vicentini a Vienna

Vienna non ha confini per l’arte. In questa bellissima città ogni palazzo, ogni chiesa, ogni via profumano di cultura secolare e la vita di tutti i giorni ne assorbe il sapore raffinato.
Quotidianità, musica, pittura, architettura, storia, riescono a fondersi in un equilibrio di vita assolutamente unico. Tutto sembra nella giusta dimensione, redento da una sapienza sovrumana.
Qui noi Polifonici Vicentini abbiamo scelto di festeggiare i nostri 30 anni di vita corale. E Vienna ci ha accolti con l’indifferenza delle grandi città abituate al turismo di massa ma ci ha presi per mano e condotti attraverso incantevoli incontri.
E’ stato così con i palazzi, sfarzosi, imperiali, intimi, è stato così con l’arte, inebriante, paradisiaca, ed è stato così con la musica, ogni tipo di musica.
Dopo l’afa serpeggiante tra le stanze regali di Schönbrunn non si fa a tempo ad abbandonare le immagini dorate di Klimt al Belvedere che subito ci si imbatte in un altro Gustav, un certo Mahler, in una mostra dedicata al suo delicato rapporto con la città. Prima, pero, un doveroso omaggio ad una lapide commemorativa del grande Anton Bruckner.
Vienna è così, se non stai attento, ti fagocita in un’infinita quantità di vita artistica che il tempo ti sembra non bastare mai.
Le chiese conservano gelosamente intatti e funzionanti organi centenari dal suono dolce e profondo e propongono liturgie raccolte, dove la musica non manca mai.
La domenica poi, le messe, mai troppo lunghe, mescolano sapientemente parole e musica perchè i viennesi sanno bene che la fede è nel cuore più che nella mente.
La sera arriva lieve e con essa anche il nostro concerto. La messa vespertina finisce solo quando, dopo l’immancabile corale, il prete saluta ad uno ad uno i suoi fedeli che nel silenzio meditativo della sera escono lenti. Solo allora questo sacerdote dal piglio sicuro con il volto illuminato ci accoglie e annuncia in 5 lingue diverse il nostro concerto. Ricorda, in francese, che la chiesa di S. Michele è stata la culla della prima esecuzione del Requiem di Mozart. E il nostro cuore si scioglie tra le navate cupe in cui la luce gioca a stento con il suo rimbalzo. Il coro di Pierluigi Comparin duetta con l’organo di Pier Damiano Peretti dal gregoriano al classicismo romantico di Felix Mendelssohn.
Lunghi, ordinati ma sentiti gli applausi viennesi e l’invito più volte rimarcato di tornare a cantare in quella chiesa, a Vienna.
Ci siamo sentiti a nostro agio in questa città dove i palazzi pubblici vengono costruiti con il contributo di famosi architetti e dove non si contano i palazzi dedicati alle mostre d’arte.
Ci siamo sentiti a nostro agio in questa città che ci ha fatto vivere i nostri 30 anni di vita corale tra Monet, Van Gogh e perchè no Sissi e Francesco Giuseppe e dove la quotidianità della vita si mescola, in perfetta sintonia, con le parti più nobili dell’uomo, fede, arte e cultura.
Non è infrequente sentire suonare una banda per strada, udire l’organo e cantare cori polifonici in tutte le celebrazioni religiose. Ci siamo sentiti a nostro agio come se da trent’anni abitassimo lì, proprio vicino alle case dell’architetto Hundertwasser, un po’ più giù dove il Danubio si fa vedere.


22 Maggio 2010

I Polifonici Vicentini registrano i salmi di Turoldo

I Polifonici Vicentini in questi giorni hanno finito di registrare i salmi di Turoldo musicati dal compositore Giorgio Pressato. La distribuzione per i tipi della Carrara sarà disponibile nei prossimi mesi.


Subscribe to RSS