Tra la fede e l'arte

Gran concerto ai Filippini
Bach emozionante grazie a Radulescu
di Eva Purelli Il Giornale di Vicenza

La collaborazione tra l’associazione musicale “Amici dell’Organo” e “Spazio e Musica” ha portato a Vicenza Michael Radulescu. Il professore d’organo (dal 1968) all’Università della Musica di Vienna e Direttore dell’Accademia Bach a Porrentruy in Svizzera è uno studioso profondo della musica di Bach e del suo tempo. Averlo come dotto ed appassionato conferenziere (è questa una attività collaterale a quella concertistica) non è cosa comune, ma questa comunione d’intenti è stata premiata con una folta e significativa presenza. Alla conferenza c’erano il Direttore del Conservatorio, docenti di classi d’organo, personalità della cultura e molti appassionati musicisti.(...)
Il docente all’indomani è diventato interprete. Un cammino consequenziale perché è proprio grazie ad un’attenta ricerca filologica e ad uno studio coscienzioso della materia sonora bachiana che Radulescu ci trasmette un Bach rigoroso ma appassionato. Nella chiesa di S.Filippo Nei, all'interno del festival di Musica Antica e Spazio & Musica si è ascoltata l’Opera sacra di Johan Sebastian Bach. Direttore dell’insieme musicale era naturalmente Radulescu, che ha coordinato gli interventi del gruppo strumentale di Fabio Missaggia “I Musicali Affetti” e del coro diretto dalla fondazione da Pierluigi Comparin, oggi “I Polifonici Vicentini”, ieri più noto come Gruppo Corale Polifonico di Isola Vicentina.
Coristi e strumentisti hanno ricavato da questo incontro con il famoso organista una “marcia” in più. Le prove sono state impegnative, stretti i ritmi, intensa la preparazione, ma il risultato ha premiato gli sforzi di tutti. Ascoltando l’ensemble allargato, nella chiesa dei Filippini, sembrava di essere in un’austera Kirche tedesca, con un signor coro ed una signora orchestra. In programma vi erano il più monumentale Mottetto di Bach, ampio in dimensioni e struttura, quel famoso “Jesus, meine Freude” autentico documento di fede; i concetti teologici testuali tratti dalla lettera di S;Paolo si cementano nella pratica contrappuntistica. Molto bene si sono disimpegnati i Polifonici, brillando anche per certe finezze timbriche. Sicurezza e chiara espressività i coristi e gli strumentisti hanno espresso pure nella Cantata “Christ lag in Todes Banden”, basata sull’omonimo corale luterano di Pasqua. Occasione, come la precedente, di forte coinvolgimento emotivo ed intendimento evangelico (l’apporto testuale è di Martin Lutero). Tra questi due “pilastri-Bach” un intermezzo strumentale ha favorito un momento di leggera brillantezza: il Concerto Grosso in sol maggiore n.1 dall’Opera VI° di Haendel. “Bach –ha detto Radulescu- non si deve paragonare ad Haendel” e così ha voluto inserirlo nel programma vicentino. Applauditissimi infine tutti gli interpreti: il coro che non poteva meglio festaggiare il ventennale della sua carriera, l’orchestra di Missaggia e i solisti Lia Serafini (soprano), Patrizia Vaccari (soprano), Cristina Calzolari (contralto). Gerardo Pessetto (tenore), Andrea Favari (basso). E ultimo, non per importanza, Radulescu, nobile artigiano della musica, dal grande carisma e dalla forte personalità.

Il nostro sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione online. Chiudendo questo banner acconsenti all’uso dei cookie