Polifonici di Isola, emozioni corali

Anniversari. Il gruppo da un quarto di secolo è una delle realtà più interessanti e qualificate del canto nel Vicentino.
Il direttore Comparin: «Tanti concerti e almeno due cd nel 2006»
di Eva Purelli da Il Giornale di Vicenza di Mercoledì 1 Marzo 2006

Isola. Emozioni. Cantare ed emozionarsi, oggi come 25 anni fa. È il sentimento espresso con maggiore naturalezza da tutti i coristi, nelle testimonianze raccolte all'interno dell'agile libello edito per celebrare un quarto di secolo del gruppo nato ad Isola Vicentina. E quando un artista, sia esso strumentista o cantante, sa regalare e trasmettere emozioni anche a distanza di anni, trova sempre la risposta di un pubblico, a qualsiasi latitudine, per qualsiasi programma. Nel 2005 i Polifonici Vicentini di Comparin hanno festeggiato il loro bel traguardo , oggi ad inizio 2006 abbiamo incontrato quella che è l'anima dell'ensemble, proprio il maestro Pierluigi Comparin, abile e modesto artigiano delle voci e musicista di cuore. In questi 25 anni il Coro è diventato per lui una seconda famiglia come per tutti i coristi che lo animano, da veri amici. «Ho imparato tanto - dice - da Piergiorgio Righele, riguardo alle sue regole comportamentali e corali e non dimenticherò mai come mi sostituì nella preparazione di un concerto preparando i miei Polifonici alla perfezione sui Madrigali di Monteverdi. Fu il suo ultimo regalo: morì 15 giorni dopo».
-Non siete professionisti del canto ma cosa chiede Comparin ai suoi cantori? «S'imposta il lavoro con autocritica. È vero che siamo un coro amatoriale ma i nostri impegni oggi sono professionali. Abbiamo già firmato contratti per il 2007 e quello che esigo dai miei coristi sono severità, disciplina, elasticità, passione. Proviamo tre volte la settimana, a sezioni divise (i coristi sono una quarantina) e poi assieme , per fortuna ora mi aiuta un giovane tenore, allievo organista al Conservatorio, Francesco Grigolo. Un'altra fortuna è il ricambio: c'è un continuo incremento di giovani, quindi un continuo ricambio di voci fresche. Delle voci "storiche" sono rimaste una dozzina ma il clima all'interno è sereno, gioioso. Quando c'è da scherzare si sta assieme, si va in gita, si va a cena, ma quando si canta lo si fa con estremo rigore. D'altronde solo se ci si aggiorna si può lavorare e continuare. Dopo un concerto lascio le voci un po' respirare ma se si sbaglia è fondamentale capire dove. Perciò l' umiltà viene prima di tutto, se ci sentissimo arrivati, dopo 25 anni, sarebbe la morte!».
-Siete fedeli però ad una tradizione ma nei programmi non manca la nuova coralità contemporanea. «Certo, facciamo sempre polifonia e gregoriano, d'altronde questi generi non si possono improvvisare e se si canta bene il gregoriano si riesce anche nel resto! Siamo molto legati al nostro territorio, siamo cresciuti facendo crescere la nostra gente. Anche per questo da 27 anni fra agosto e settembre nel chiostro del convento dei Padri Servi di Maria ad Isola offriamo un concerto corale e strumentale: l'affluenza e la partecipazione sono sempre eccezionali. E poi è vero, abbiamo inserito in programma autori giovani e per me validi come Pressato, Durighello, Signorini, Lanaro».
-E Bepi De Marzi... «Con Bepi c'è un feeling particolare, le sue melodie vanno dritte al cuore e poi esiste un bellissimo rapporto di amicizia e stima. Per me è come un amico fraterno..Ci venne ad ascoltare nel 1980, a Dueville, agli inizi. Poi più di una volta venne a sentire le nostre prove". Nel giugno dello scorso anno i Polifonici cantarono nel concerto per i loro 25 anni tante bellissime cante del Maestro di Arzignano, per l'occasione arrangiate strumentalmente dal maestro Signorini e la poesia cantata di Bepi non manca mai nei Polifonici».
-Il 2005 ha segnato il 25° che ci sembra, un punto non solo di arrivo, ma di partenza per altre conquiste. «Certo, lo vogliamo intendere così. Abbiamo chiuso l'anno celebrativo con il Gloria di Vivaldi e la "Spatzenmesse" di Mozart e l'affetto del pubblico ci ha ripagato per i nostri impegni venticinquennali. Ma nel 2006, fra i tanti progetti, non mancheranno ancora i concerti, anche in zone orientali, a Venezia e nella Basilica di Aquileia e in altre parti d'Italia. Saremo impegnati anche con una importante incisione di 16 brani di Padre Terenzio Zardini (musicista francescano che ha ridisegnato la polifonia moderna n.d.a.)e di Padre Damini per organo e voci a cappella: sarà materiale valido per formare 2 cd per la Casa discografica Carrara di Bergamo. E, guardando ancora oltre, stiamo lavorando per portare in prima esecuzione assoluta assieme all'Oto e De Lorenzo il Kyrie e Gloria di Mirco Ballico, giovane compositore di Bassano»...

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