La felicità di Maria in un Magnificat di musicale poesia

MUSICA. La prima assoluta di Et Exultavit domenica a San Paolo
Contrasti e suggestioni fra voci e strumenti nella novità di Bepi De Marzi, ben eseguita dai Polifonici Vicentini che l´hanno richiesta.
Eva Purelli Il Giornale di Vicenza del 10 Gennaio 2012


Eva Purelli VICENZA. Nell´anno appena iniziato e quando ancora le festività non erano finite una Parrocchiale gremita, quella di San Paolo, a Vicenza, ha accolto un pomeriggio di musica e poesia nel nome di Bepi De Marzi. Protagonisti il Coro e Ensemble strumentale I Polifonici Vicentini "diretti da Pier Luigi Comparin e, naturalmente, lui, il Bepi da Arzignan". L´appuntamento che segnava la conclusione delle celebrazioni natalizie, promosso dall´associazione iniziative culturali Parrocchia San Paolo con l´assessorato al decentramento del Comune, s´intitolava Ancora suoni dal Presepio e si è respirata ancora aria di Natale, con l´incipit di una rapsodia natalizia di autori vari che racchiudeva Tacita Notte, White Christmas, Marì Betlemme, Adeste Fideles. Il tutto è stato riproposto con una elaborazione orchestrale di Lorenzo Signorini, il compositore organista di Thiene che ha rielaborato anche tutti gli altri canti del compositore arzignanese eseguiti durante il concerto. Una proposta inedita e che si è concretizzata con l´apporto fattivo dei Polifonici Vicentini di Pier Luigi Comparin. Voci sempre chiare e intonate, mai titubanti, sempre felici. E assieme agli strumenti più naturali e antichi, le voci femminili e maschili, anche gli archi, con i violini di Marta Guarda e Laura Vignato, la viola di Michele Sgotti, il violoncello di Giordano Pegoraro, il contrabbasso di Fabio Conte e il flauto di Fabio Pupillo e l´arpa di Eleonora Volpato. Sono quindi apparse nuove e diverse Benia Calastoria, Cortesani, Te canto nina nana, tutte avvolte in un respiro sinfonico grazie all´abito, sopra il coro, di flauto, archi e arpa. Notte Santa e Gerusalemme sono invece ritornate ai respiri originari, quelli della voce, cantati perciò a cappella e autorevoli nella loro grazia che si imponeva tra i grandi spazi di San Paolo, gremita e assorta. Esaurita l´esperienza di unire tre personalità in musica come quelle di De Marzi, Signorini e Comparin (fondamentale la loro formazione organistica per una visione d´assieme) è venuto il momento forse più atteso: la prima esecuzione assoluta di Et exultavit che Bepi De Marzi ha creato per soli, coro, archi su commissione degli stessi Polifonici di Isola Vicentina.Per cantare la felicità di Maria, Bepi sceglie di magnificare colei che ha innalzato gli umili, ha rovesciato i potenti dai loro troni" con un cluster delle quattro voci femminili che si spingono fino alle alte tessiture; agli archi rivolge brevi e sincopati incisi, al contrabbasso e alla viola affida il lato spirituale, il senso del mistero lo consegna al tema di ispirazione gregoriana risolto da una voce femminile. Non disdegna però anche qualche affondo polemico e provocatorio, quando il ritmo si fa concitato in Et misericordia eius, in Fecit potentiam, anche se il congedo sul pentagramma è sull´Amen calmo e riflessivo. Accoglienze corali di viva soddisfazione, anche dell´autore, affabulatore poetico nella presentazione dei suoi brani. Chiusura magica con l´immancabile Signore delle Cime, con introduzione cameristica di archi e arpa e un uditorio rapito dalle armonie essenziali del De Marzi storico.

Il nostro sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione online. Chiudendo questo banner acconsenti all’uso dei cookie